Aikikai Acireale

 

Lo scopo dell'Aikido è di allenare la mente e il corpo, di formare persone oneste e sincere

Morihei Ueshiba - O' Sensei

Aikido (合気道, anche 合氣道 usando un più antico kanji, letteralmente significa "via [do] dell'armonizzazione [ai] dell'energia [ki]") è una moderna arte marziale giapponese praticata a mano nuda e con armi tradizionali (bastone, spada, pugnale). I praticanti vengono chiamati aikidōka 合気道家. Fu sviluppata da Morihei Ueshiba 植芝盛平 (anche chiamato dagli aikidoka O'sensei (翁先生 - "Grande maestro") a cominciare dagli anni trenta del '900. Il fondatore continuò ad insegnare la sua arte sino a poche settimane dalla morte, praticando nonstante un tumore allo stomaco in fase terminale.

Il nome aikido è formato da tre caratteri sinogiapponesi, 合気道 che usando la traslitterazione più comune vengono scritti come: Ai, Ki e . Spesso vengono tradotti rispettivamente come: armonia, energia e via, quindi aikido può essere tradotto come "la via dell'armonia attraverso l'energia". Un'altra interpretazione comune degli ideogrammi è armonia, spirito e via quindi aikido diventa: "la via per l'armonia dello spirito". Entrambe le interpretazioni evidenziano il fatto che le tecniche dell'aikido si basano sul controllo dell'attaccante controllando e deviando la sua energia e non bloccandola.

La storia e l'evoluzione dell'aikido non può prescindere, almeno nella sua fase iniziale, dalla vita del suo fondatore Morihei Ueshiba ( o sensei , Tanabe 1883 - Tokyo 1969). Come gli fu riconosciuto anche in vita, egli è stato tra i più grandi guerrieri della storia del Giappone. Durante tutta la sua vita si dedicò allo studio e alla pratica di innumerevoli stili di arti marziali, sia armati che a mano nuda, che erano diffusamente insegnati e praticati in tutto il Giappone alla fine del diciannovesimo secolo. Da bambino, essendo di corporatura gracile, fu spinto da suo padre, mercante benestante, a praticare il sumo (la antica lotta tradizionale giapponese). Durante la sua giovinezza, Morihei praticò innumerevoli stili di combattimento. Ben documentata e riconosciuta anche da Moriehei stesso, è l'influenza fondamentale dello studio del Daito-Ryu: durante uno dei suoi viaggi nel nord del paese agli inizi degli anni '20, Morihei ebbe modo di incontrare e di divenire l'allievo principale di Sosaku Takeda, ultimo discendente del clan Aizu (scampato da bambino al suicidio di massa della sua famiglia), e autoproclamatosi ultimo maestro di un'antica arte marziale nota col nome di "Dayto-Ryu".

Il Dayto-Ryu, le cui incerte origini risalirebbero intorno all'anno 1000, fonda i suoi principi su un'arte chiamata Oshikiuchi, tale arte era appannaggio di una famiglia, gli Aizu, che vivevano in Hokkaido (regione estrema situata nel nord del Giappone). Era questa un'arte di combattimento particolarmente letale che aveva le sue radici nella classe dell'aristocrazia guerriera del Giappone feudale, e nasceva dall'evoluzione di tecniche di spada che erano poi adattate anche all'azione a mano nuda, il cui intento principale era neutralizzare l'avversario, causando a questi danni gravi, spesso addirittura mortali.

Di questa arte, che era tra le più importanti forme di aiki-jutsu, Morihei assimilò i princìpi fondamentali. una volta affrancatosi dall'opprimente presenza del suo maestro (uomo fortissimo dal carattere violento e schivo, analfabeta, spadaccino temutissimo dedito agli antichi costumi e alle tradizioni feudali), egli si trasferì a Tokyo dove iniziò ad insegnare in un suo dojo personale, affinando e sviluppando le tecniche che oggi sono alla base della pratica dell'aikido. Morihei operò una sistematica semplificazione del Daito-Ryu, scartando le tecniche più pericolose e di più astrusa esecuzione (pare ne fossero codificate migliaia), e le rese più fluide e veloci nell'esecuzione, in modo da ridurre al minimo l'uso della forza ed accentuando i movimenti circolari che sono propri dell'aikido così come lo conosciamo oggi. Sebbene l'impronta del Dayto-Ryu sia perfettamente rintracciabile nell'esecuzione delle tecniche del Morihei più giovane (di cui esiste un archivio fotografico che servì per il libro "Budo" del 1938, l'unica pubblicazione firmata dal Fondatore), l'aikido è una sua elaboraione personale, frutto del suo genio e della sua abilità come praticante di diversi stili marziali. La principale differenza tra l'aikido e le antiche arti da cui esso trae origine, è che l'aikido è un'arte marziale che ha come primo intento quello di salvaguardare l'integrita dei combattenti. Infatti, nell'aikido importante è la collaborazione richiesta sia all'ukè (colui che attacca e subisce la tecnica), nel permettere l'applicazione della tecnica completa da parte del torì, che si estrinseca nell'esecuzione di cadute e proiezioni altamente spettacolari. Questo permette un coinvolgimento completo dell'attenzione e del lavoro muscolare di entrambi i praticanti, ed evita il ricorso a tecniche troppo violente, che sarebbero necessarie nel caso in cui ukè non collaborasse all'azione, il che renderebbe i movimenti meno armonici e "puliti". Nonostante ciò, è bene sottolineare che le tecniche dell'aikido essendo applicate alle principali articolazioni del corpo umano, sono comunque efficaci anche come difesa personale contro un aggressore non collaborativo.

Uke nell'interpretazione classica del Bujutsu è colui che determina la tecnica e tori è colui che la subisce, nell'Aikido questa "regola" viene confermata dal fatto che l'azione operata attraverso il movimento dichiaratamente anticipato da parte di Tori, permette a questo di "esaurire" l'azione marziale di Uke in due modi: o prima che questa si esplichi (irimi); o dopo che questa si è esaurita (Ura); in un esperto l'azione può benissimo essere combinata ma occorrono anni di duro allenamento, soprattutto con le armi.

Per quel che riguarda le armi dell'aikido, anche queste furono ridotte essenzialmente a due: la spada e il bastone corto; mentre la pratica del Dayto-Ryu comprendeva movimenti di yari (lancia), jo (bastone corto: 127 o 123cm) e probabilmente anche il juken (baionetta), il jitte (daga) e addirittura tecniche eseguite con un tipo di ventaglio tradizionale o con ombrello. Nelle tecniche di jo sono confluite, con un'opportuna semplificazione, tutte quelle che si potevano effettuare con armi di "allungo": lancia, bastone lungo, e simili. L'influenza della spada è molto forte; si può dire che un praticante di aikido muove il proprio braccio come se fosse una spada. Gli attacchi shomenuchi e yokomenuchi derivano entrambi da attacchi con le armi. Il coltello (tanto) viene utilizzato solo per attacchi da neutralizzare a mano nuda, in quanto, contro bastone o spada opportunamente maneggiati, l'attacco di coltello è perdente in principio. Alcune scuole di aikido non usano armi nell'allenamento, altre dedicano metà del loro tempo nello studio del bokken (spada di legno), del jo (bastone) e del tanto (coltello di legno). La maggior parte delle tecniche di aikido possono essere eseguite sia armati di spada o di bastone che a mani nude.

In realtà le vere tecniche di Meguri, ossia delle rotazioni derivano espressamente dal brandeggio della Yari, la lancia di cui O-Sensei era un abilissimo esecutore, nel ChinKon Kishin Misogi no Yari che viene celebrato nelle ricorrenze ufficiali si possono vedere (per chi lo conosce) chiari e netti i movimenti che legano i principi del kokyu a quelli del brandeggio dell'arma.

Un'altra discendenza diretta dal Daito-Ryu è quella delle tecniche da eseguire in ginocchio (suwari waza), che derivano dalla necessità di potersi difendere anche all'interno del proprio palazzo da agguati imprevisti partendo da una posizione di inferiorità quale quella della postura tradizionale, quella appunto in ginocchio. Moriehei dava grande importanza all'esecuzione di queste tecniche in ginocchio, divenute inutili da un punto di vista pratico immediato, perché riteneva che solo così era possibile sviluppare gambe robuste ed anche estremamente mobili, fondamentali nei movimenti rapidi e circolari in piedi dell'aikido.